sabato 22 febbraio 2014

Quanto è difficile fare una previsione

Quanto facevo judo, avevo un compagno di palestra che nella metà degli anni ottanta si trasferì a Torino a causa di impegni di lavoro del padre e li esplose: più volte campione italiano, sfiorò un podio ai campionati mondiali e rappresentò l’Italia alle olimpiadi di Atlanta nel 1996. Tutti coloro che lo avevano conosciuto dicevano che si vedeva fino da piccolo che sarebbe diventato un campione e che era sempre stato chiaro che avrebbe avuto una luminosa carriera di grande prestigio internazionale. Evidentemente erano tutti più bravi di me perché a me non sembrava nulla di eccezionale quando lo vedevo tutti i giorni in palestra e invece Francesco Giorgi è stato un Campione.
Dopo un po’ di anni, nel 2004 probabilmente di inverno, vado alla presentazione al circolo SMS di Rifredi dei candidati del centro sinistra per le amministrative a Firenze. Erano presenti il candidato per il secondo mandato del Comune di Firenze Domenici e il candidato alla presidenza della Provincia di Firenze Renzi. Presenziava la serata Pistelli. Dopo dieci anni Pistelli e Domenici sono sostanzialmente spariti, mentre Renzi, che mi era sembrato di gran lunga il meno brillante in quella serata, oggi ha giurato in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Se qualche politico rampante o giovane sportivo vuole farsi fare una previsione della sua carriera, questi due esempi sono ciò di cui sono capace.

giovedì 17 ottobre 2013

Sciopero

I dipendenti pubblici, categoria alla quale appartengo, hanno per legge lo stipendio bloccato dal 2009. Stando ai dati dell’Istat la perdita economica è di poco meno del 10%, quindi 150€ su uno stipendio mensile di 1.500€, mica poco e non tanto giusto perché questo taglio dello stipendio lineare colpisce senza fare differenze e forse sarebbe l’ora di farle un po’ di differenze perché non siamo tutti uguali. Tutto questo per dire che i motivi per scioperare non mancano ma mi sembra una stronzata dover chiamare la mattina dello sciopero al nido dei miei figli per sapere se è aperto e se lo è quanti bambini possono essere accolti (7 per ogni educatrice) e fino a che ora e dopo avere avuto questa informazione parte la gara per arrivare tra i primi fortunati. Non credo che sarebbe leso il diritto di sciopero di nessuno se nelle scuole fosse detto il giorno prima se sono chiuse o se sono aperte e con che modalità.

lunedì 30 settembre 2013

Frasi farlocche

Solo una di queste citazioni è vera:

Io e Tremonti siamo compagni di merende (Renato Brunetta)
Giuseppe Iachini sarà l'allenatore del Palermo per i prossimi dieci anni (Maurizio Zamparini)
Il rispetto per gli azionisti ha guidato le mie scelte aziendali (Callisto Tanzi)
La politica è moralità (Silvio Berlusconi)
Credo che il momento per un'effettiva parità di genere non sia più rinviabile (Flavio Briatore)
Il politico che più apprezzo è Romano Prodi (Daniela Garnero coniugata Santacchè)
In effetti nella partita con il Chievo gli arbitri ci hanno aiutato (Andrea Agnelli)

mercoledì 18 settembre 2013

La metafora della Concordia

A ben guardare la vicenda della nave Concordia è una storia molto italiana: una tragedia causata dalla follia di un uomo ma dovuta anche a controllori distratti, un'impresa per raddrizzare la nave e rimediare agli errori fatti e la disputa in atto per decidere il porto in cui demolirla. Io trovo questa vicenda sconfortante.

mercoledì 11 settembre 2013

Società civile

La società civile è uguale alla classe politica che esprime: se Berlusconi non potesse vincere le elezioni la sua sorte sarebbe irrilevante

lunedì 8 luglio 2013

Ai Capogruppo di Camera e Senato


Ho appena mandato una mail ai capogruppo di Camera e Senato. Chissà se qualcuno risponde

Come molti italiani ho destinato la maggior parte dei miei risparmi nell’acquisto di un immobile nel quale ho vissuto per qualche anno prima di sposarmi e andare a vivere in un'altra casa. Con qualche timore, ho comunque deciso di affittare la mia vecchia e per qualche anno le cose sono andate benino. Poi sono arrivati i problemi: stipulo un nuovo contratto di affitto nel dicembre del 2011, i primi mesi le cose vanno bene poi da giugno 2012 l’inquilino smette di pagare e inizia l’iter per cercare di liberare l’immobile. Il 22 maggio scorso ho avuto la convalida dello sfratto ma me ne faccio poco perché deve andare l’ufficiale giudiziario che, dopo un primo tentativo che andrà a vuoto, fisserà con la forza pubblica e tra un anno e mezzo, nella migliore delle ipotesi, riavrò l’immobile. Naturalmente ogni visita dell’ufficiale giudiziario ha dei costi a mio carico. In tutto il tempo in cui avrò l’immobile occupato, continuerò a pagare le tasse e naturalmente il mutuo, tutti soldi che toglierò dal mio stipendio (di dipendente pubblico e quindi bloccato da tempo ma diciamo che c’è chi sta peggio) e dal livello di vita della mia famiglia. Insieme alle procedure per liberare l’immobile, avrei potuto avere titolo per fare emettere un decreto ingiuntivo per cercare di recuperare il mio credito o parte di esso, che a oggi ha superato i 9.000 euro. Tuttavia, avendo fatto qualche ricerca sulla situazione patrimoniale del mio inquilino, il mio avvocato mi ha consigliato, credo a ragione, di lasciare perdere perché il recupero di un credito ha dei costi e nel mio caso non ne vale la pena. Il fatto che il mio inquilino è rumeno arricchisce inutilmente la vicenda: sarebbe facile (e inutile) prendersela con gli stranieri dimenticando che le regole del gioco sono tutte fatte da italiani. Non vedo l'ora di riavere l'immobile per realizzare almeno ciò che basta a coprire il mutuo.
Prendendo a spunto il mio caso, vi chiedo se non sia il caso che il Parlamento non si occupi anche di situazioni come questa che rientrano nella più generale e necessaria riforma della giustizia civile con tutto ciò che implica anche nell'economia. Vi pare sensato, equo, giusto aspettare un anno per avere la convalida di uno sfratto dal momento che l'inquino smette di pagare e poi oltre un anno forse dure per riavere l'immobile?
Cordialità

venerdì 31 maggio 2013

Decrescita infelice

Oggi scade la rata del mio mutuo del mese di maggio; l'importo è più o meno lo stesso da qualche anno malgrado il tasso variabile. Fino a qualche anno fa, quando gli stipendi non correvano ma almeno un po' crescevano (almeno il mio) il peso della rata sarebbe diminuito nel tempo malgrado il valore nominale restasse invariato. Per questo quando sento parlare di decrescita felice o concetti simili mi viene il volta stomaco: la crescita economica da sola non rende le persone più felici ma non trovo niente di felice nella decrescita economica.