venerdì 26 aprile 2019

SWD Challenge marzo

Ho partecipato alla mia prima SWD Challenge nello scorso mese di marzo organizzata da Cole Knaflic (su Twitter @storytwithdata). Una sfida stimolante per rappresentare dei dati e raccontare al meglio la storia che gli stessi dati rappresentano. In questo caso il dataset di riferimento si riferiva alle donazioni date e fornite ai vari paesi da altri paesi e/o enti vari (UE per esempio) dagli anni 40 a oggi.
Questa è la mia realizzazione https://public.tableau.com/profile/gianni.dugheri#!/vizhome/SWDchallengemarch/SWDchallengemarch e qui quelle degli altri partecipanti circa una settantina da tutto il mondo http://www.storytellingwithdata.com/blog/2019/3/25/how-you-visualized-this

lunedì 11 marzo 2019

Una biografia in un grafico

Non ho idea di cosa vuole dire avere 50 anni, forse quando ne avrò 60 lo capirò meglio. Sono tanti anni ma a questo non ci penso perchè ho tante cose da fare, traguardi da raggiungere, insomma tanta voglia di vivere e tante persone da ringraziare. Ho provato a riassumere in un grafico la mia cronologia di ringraziamenti:



e ora la legenda:
  • Mamma (1969-2012), Babbo (1969-2013), Sonia (1969-1983) mi mancate
  • Sandra, Nicla e Marco (1969-oggi) grazie di essere la mia famiglia di origine
  • Cristina (2007-oggi) grazie di essere la mia compagna da 11 anni con il rammarico di non averti incontrata prima
  • Andrea e Filippo (2011-oggi) grazie di avermi scelto come babbo
e infine il giusto riconoscimento a Cole Nussbaumer Knaflic (su twitter come @storywithdata) da cui ho copiato l'idea di questo grafico

giovedì 14 febbraio 2019

Achtung indicatori!

Ogni volta che ci si vuole ricavare informazioni da con una moltitudine di dati quantitativi, si rende necessario operare una sintesi tramite indicatori statistici. Sono numerosi però gli esempi di indicatori usati male il più delle volte per scarsa conoscenza della materia.
Un esempio è il tasso di mortalità, definito come il numero medio di decessi in una certa popolazione (generalmente considerata a metà anno) per mille.
Dal sito www.indexmundi.com è possibile visualizzare la classifica di tutti i paesi del mondo del tasso di mortalità in ordine decrescente. L'Italia è al 32 posto con 10,4 morti ogni mille abitanti, stesso valore per la Sierra Leone. Potrebbe sembrare un pessimo risultato perchè ci sono circa 190 paesi nel mondo che hanno un tasso inferiore a quello dell'Italia.
Se però cambiamo indicatore e consideriamo la speranza di vita alla nascita l'Italia è 14 esima in ordine decrescente con 82,3 anni e la Sierra Leone è al 208 esimo posto con una speranza di vita di 58,6 anni.
L'apparente contraddizione deriva dal fatto che il tasso di mortalità è fortemente condizionato dalla struttura per età della popolazione e quella dell'Italia si distingue per essere particolarmente anziana  a differenza della Sierra Leone. La speranza di vita risulta essere un indicatore più adatto ai confronti territoriali sia per la sua costruzione sia per la sua interpretazione. Questo viene insegnato nelle prime lezioni dei corsi universitari di statistica e demografica eppure qui https://www.italiaoggi.it/qualita-vita e qui http://lab24.ilsole24ore.com/qdv2018/ lo usano per confrontare le provincie italiane, mah....

venerdì 8 febbraio 2019

Quando i grafici parlano da soli

Ieri l'Istat ha diffuso i primi dati demografici riferiti all'anno 2018 che confermano le tendenze ormai in atto da alcuni anni, cioè che il rallentamento delle immigrazioni è tale da non compensare più il saldo naturale (nati - morti). Ponendo l'attenzione sulle nascite, è ormai un fatto risaputo come in Italia siano in calo da anni e numerosi ricercatori e commentatori più o meno qualificati si sono esercitati nell'individuare le cause e i rimedi.
Il grafico sotto riportato rappresenta la serie storica dei nati vivi in Italia dal 2001 al 2018 in migliaia e come spesso capita, i dati anche senza particolari elaborazioni raccontano una storia così chiara che meno attributi si aggiungono migliore è il servizio che si da all'informazione che si vuole fornire.

Nati vivi in Italia dal 2001 al 2018. Dati in migliaia
Fonte: anni 2001 - 2017 Istat : dati.istat.it - 2018 Istat comunicato stampa del 7 febbraio 2019


L'andamento della serie è chiaro: dal 2001 al 2008 c'è un leggero ma costante incremento delle nascite; questo incremento si interrompe nel 2008 dove si registra un inversione di tendenza con calo costante e rilevante. Nel 2018 si registra il minimo della serie con 449 mila nati, 121 mila in meno rispetto al 2008.
In questo caso i dati parlano da soli: basta aggiungere il riferimento temporale e il valore di  ogni singolo anno e non è necessario aggiungere altro.

martedì 5 febbraio 2019

Costruire un grafico onesto

Costruire un grafico onesto Fare un grafico è sempre più facile grazie alla diffusione dei fogli elettronici, Excel su tutti. Fare un grafico che sia capace di descrivere l’informazione che vogliamo rappresentare senza distorcerla può essere però un po’ meno immediato. Faccio un esempio: i grafici 1 e 2 si basano sugli stessi dati, che sono il mio peso medio mensile da gennaio 2018 a gennaio 2019. Il grafico 1 a me sta più simpatico perché evidenzia il calo di peso degli ultimi mesi ma ha il difetto che inganna l’occhio rispetto al grafico 2 che è più onesto perché l’origine dei dati è a 0. Tra il massimo (aprile 2018 con 98,0) e il minimo (dicembre 2018 con 90,0) c’è una differenza di 8kg in valore assoluto e 8,2%. I due grafici però raccontano due variazioni percentuale molto diverse perché nel primo, con l’origine dei dati che parte da 86,0, la differenza percentuale tra il massimo e il minimo è pari a 66,7%. Inoltre il tipo di grafico scelto (a area) è sbagliato perché i dati sono discreti e non continui. Il fatto che il grafico 1 riproduca quello della app del mio cardiofrequenzimetro non qualifica che questa sia una scelta giusta.
Il grafico 2, invece, è un istogramma, come è giusto che sia.
A proposito @GarminItaly forse hai bisogno di una consulenza per i grafici? Io sono qui!

Grafico 1 – Peso medio mensile da gennaio 2018 a gennaio 2019

















Grafico 2 – Peso medio mensile da gennaio 2018 a gennaio 2019

mercoledì 14 maggio 2014

sabato 22 febbraio 2014

Quanto è difficile fare una previsione

Quanto facevo judo, avevo un compagno di palestra che nella metà degli anni ottanta si trasferì a Torino a causa di impegni di lavoro del padre e li esplose: più volte campione italiano, sfiorò un podio ai campionati mondiali e rappresentò l’Italia alle olimpiadi di Atlanta nel 1996. Tutti coloro che lo avevano conosciuto dicevano che si vedeva fino da piccolo che sarebbe diventato un campione e che era sempre stato chiaro che avrebbe avuto una luminosa carriera di grande prestigio internazionale. Evidentemente erano tutti più bravi di me perché a me non sembrava nulla di eccezionale quando lo vedevo tutti i giorni in palestra e invece Francesco Giorgi è stato un Campione.
Dopo un po’ di anni, nel 2004 probabilmente di inverno, vado alla presentazione al circolo SMS di Rifredi dei candidati del centro sinistra per le amministrative a Firenze. Erano presenti il candidato per il secondo mandato del Comune di Firenze Domenici e il candidato alla presidenza della Provincia di Firenze Renzi. Presenziava la serata Pistelli. Dopo dieci anni Pistelli e Domenici sono sostanzialmente spariti, mentre Renzi, che mi era sembrato di gran lunga il meno brillante in quella serata, oggi ha giurato in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Se qualche politico rampante o giovane sportivo vuole farsi fare una previsione della sua carriera, questi due esempi sono ciò di cui sono capace.