giovedì 8 maggio 2008

Torcia olimpica sull'Everest


La torcia olimpica arriva sul tetto del mondo. Peccato non vedere sull'Everest anche la bandiera del Tibet

martedì 6 maggio 2008

Arkham Asylum


Arkham Asylum è la magione che custodisce le schegge impazzite di Gotham City e, nello stesso tempo, i fantasmi che agitano i sonni dell' uomo-pipistrello. La stranezza, la diversità, la melanconia e l'invasamento del mondo sono racchiuse tra le mura dell' antico ricovero fondato dal dottor Arkham, la cui vita nella casa è segnata da continui lutti: della madre prima, della sua stessa famiglia poi.Eppure, proprio all'interno del luogo che dovrebbe blandire la loro insania mentis, gli abitatori - anarchici, giullari, storpi, megalomani - si riappropriano dell' immunità e dell'intoccabilità che una volta il mondo loro concedeva e sopportava, per farsi demiurghi onnipotenti del luogo. La casa è un organismo affamato di follia. E' un labirinto sognante ed io mi ci perdo, dice Arkham nella prima delle sette, angosciose sequenze - flash-back brucianti - che inframmezzano e separano il suo personale racconto dall' altro da cui prende avvio la storia: la rivolta all'interno dell'istituto e la pressante richiesta da parte dei rivoltosi della presenza di Batman. In questo modo Arkham Asylum funziona come macrotesto: quella della casa è la storia del dottor Arkham, della sua rovina e della sua caduta definitiva, senza redenzione, nella comprensione e nella pratica della follia. La pazzia - dice - nasce nel sangue; è il mio retaggio, la mia eredità. Il mio destino. E contemporaneamente, inseguendo le formule di una occulta geometria del caos (e della ricchezza) della follia, Arkham Asylum è un insieme di microtesti: è la storia dei reclusi che è quella dei loro incrociati destini: ed il loro destino è quello nero e sinistro di Batman. Il procuratore Harvey Due facce Dent, il Cappellaio Matto, Maschera nera, Croc, Dottor Destiny, Maxie Zeus, Faccia di Creta, Professor Milo. Pazzi criminali o geniali poeti? Filosofi che hanno compreso o discepoli della violenza ingiustificata? E poi lui, l' alter ego, il pagliaccio, il giocoliere, l'allegrone assoluto ed irriverente: Joker. E quale migliore anfitrione, guida e Caronte di questa discesa a spirale se non il Joker in persona, l'arcinemico di Batman, demone lucidissimo della impossibilità della normalità (pensate al Comico di Watchman!) e protagonista vero della storia. In effetti non siamo nemmeno sicuri - dice una terapeuta del manicomio - di poterlo definire pazzo.Il Joker infatti si ricrea continuamente in quel teatro dell' assurdo che per lui è la realtà. Ed è pronto a sfidare Batman sul lettino dello pschiatra.

lunedì 5 maggio 2008

Cascina dei Fagiolari

A Malmantile c'è un buon posto per mangiare



http://www.cascinadefagiolari.it/

Ines dell'anima mia


Il mio ultimo libro letto: la storia di Inés Suárez, l’unica donna spagnola che ha partecipato alla Conquista del Cile. Vissuta nel Sedicesimo secolo, lnés seppe sfuggire alla sua condizione di donna relegata ai margini della società e, dopo un matrimonio infelice, trovò nel Nuovo Mondo la possibilità di realizzarsi, ottenendo prima di tutto l’amore, poi la terra, il potere, e finalmente, per trent’anni, l’affetto di un altro uomo, Rodrigo de Quiroga. Donna guerriera e combattiva, ma anche molto femminile e sensuale, lottò tutta la vita per ottenere ciò che desiderava. Dopo avere incontrato in Perù Pedro de Valdivia, avventuriero spagnolo, se ne innamora e come amante lo segue attraverso il deserto di Atacama fino in Cile dove nacque la città di Santiago. Nonostante i numerosi ostacoli, i pericoli incontrati in quelle terre selvagge e gli aspri combattimenti sostenuti, l’eroina riuscì a venire a contatto con l’anima più vera e pura delle popolazioni indigene con cui seppe intrattenere rapporti improntati a un reciproco rispetto, innamorandosi profondamente della loro terra. Nella storiografia tradizionale, il suo ruolo è quasi passato sotto silenzio.

venerdì 2 maggio 2008

Forza viola

La delusione di ieri sera non è ancora smaltita. Dispiace aver perso da una squadra che è sembrata peggiore sia dell'Everton sia del PSV. Però averne di stagioni così: da tifoso viola non sono abituato a tre anni consecutivi da protagosta, e siamo ancora quarti. Coraggio un ultimo sforzo e anche questa potrebbe essere una stagione da incorniciare

Pierre de Ronsard

Ho visto queste rose magnifiche alla mostra del fiore al giardino dell'orticolura. Un buon diversivo per non parlare di Fiorentina - Ranger Glasgow (sigh)